La Concha Indiscreta

25 FEBRERO DE 2011 · DÍA INTERNACIONAL DE LA COMMEDIA DELL’ARTE

Miércoles, 23 Febrero 2011 por admin

El Teatro del Finikito, como compañía especializada en commedia dell’arte, con 21 años de trayectoria, tomará parte en las actividades organizadas por el SAT con una Conferencia-Taller ofrecida por DAVID SANZ, creador del Festival Internacional Del Arte della Commedia y director de EL TEATRO DEL FINIKITO.
 A propósito de “Il teatro delle favole rappresentative” 400 años después

L’oggetto-maschera in quanto componente essenziale della Commedia dell’Arte antica, e delle moderne compagnie teatrali che ne tramandano forme e insegnamentiAttorno al 1545, in Italia, le prime compagnie di attori professionisti della moderna storia d’Occidente portano sulla scena commedie imperniate sulla presenza  di figure dette ‘maschere’ (gli Zanni, il Mercante, il Dottore, il Capitano, ecc.) in quanto il volto dell’attore che le interpreta è coperto dall’oggetto-maschera.

Per la prima e unica  volta nella storia – dopo i prestigiosi casi del  teatro classico greco e latino – si realizza in Occidente un modello di teatro di lunghissima durata (due secoli circa), sistematicamente fondato sull’impiego della maschera da parte dell’attore.

Le nuove maschere usate dai comici dell’Arte nascono da una sapiente commistione creativa tra la dimensione antropologico-rituale dell’uso delle maschere (soprattutto quelle appartenenti a cerimonie carnevalesche o a diversi riti di fertilità), gli studi cinquecenteschi di fisiognomica, e le esigenze scenico-artistiche della performance attoriale (che induce alla definizione – affatto inedita per quanto attiene la più vasta tipologia delle maschere – della mezza maschera: destinata a coprire solo la parte superiore del viso).

Le tradizioni folkloriche e i riferimenti alla funzione antropologico-religiosa dell’antica maschera, uniti ai dettami della fisiognomica, fanno dell’oggetto-maschera un prodotto che richiede eccezionale qualità di invenzione, di disegno e di scultura. Le esigenze del teatro determinano altre caratteristiche della maschera: la scelta del cuoio (adatto alla traspirazione) come materiale di realizzazione; la definizione del rilievo e il trattamento delle superfici in rapporto alle potenzialità dell’illuminotecnica scenica, per esaltare le diverse ‘espressioni’ potenziali della maschera; ecc.

L’enorme fortuna di questo ‘teatro di maschere’, presso pubblici di ogni livello, tra Cinquecento e Seicento, provoca il moltiplicarsi di laboratori artigiani specializzati esclusivamente nella produzione di maschere per la scena. La concentrazione di questi laboratori nel territorio di Modena porterà, nel corso del Seicento, ad attribuire alle maschera la denominazione di volti modenesi.

Dopo la fine della parabola storica della CDA, la caducità dei materiali impiegati  e un’inveterata disattenzione nei confronti di tutto ciò che risulti coinvolto nell’effimero scenico hanno portato alla  perdita pressoché totale di tutte le maschere teatrali. Si sono fortunosamente conservati solo due o tre esemplari sia di maschere zannesche sia di matrici lignee per realizzarle.

L’arte di realizzare maschere in cuoio destinate a far rivivere sulla scena le figure protagoniste della CDA, perduta verso la fine del Settecento, rinasce a opera dello scultore Amleto Sartori, chiamato a collaborare nel 1947 da Giorgio Strehler per la prima realizzazione del celeberrimo Arlecchino servitore di due padroni, destinato a diffondere – con le sue repliche, tutt’ora in corso – la fama della Commedia dell’Arte in ogni angolo del mondo.

Le compagnie di CDA sono le sole depositarie attive, in Occidente, della tradizione dell’uso della maschera nelle performances teatrali.

Sono le sole che hanno alimentato e continuano ad alimentare una produzione moderna di maschere teatrali  che ha dato origine al formarsi di artisti e artigiani specializzati in questa difficile arte, e al perpetuarsi  della loro attività sia all’interno che all’esterno delle compagnie stesse.

La maggior parte delle compagnie di CDA, oltre a produrre e a diffondere spettacoli che rinnovano la tradizione dell’antica Arte, propongono al pubblico e realizzano laboratori non solo di recitazione, ma anche di progettazione e di attuazione delle maschere sceniche.

25 FEBRERO DE 2011 · DÍA INTERNACIONAL DE LA COMMEDIA DELL’ARTE

Miércoles, 23 Febrero 2011 por admin

El Teatro del Finikito, como compañía especializada en commedia dell’arte, con 21 años de trayectoria, tomará parte en las actividades organizadas por el SAT con una Conferencia-Taller ofrecida por DAVID SANZ, creador del Festival Internacional Del Arte della Commedia y director de EL TEATRO DEL FINIKITO.
 

A propósito de “Il teatro delle favole rappresentative” 400 años después

MENSAJE DEL DÍA INTERNACIONAL DELLA COMMEDIA DELL’ARTE A cargo del Prof. Roberto Tessari

 

L’oggetto-maschera in quanto componente essenziale della Commedia dell’Arte antica, e delle moderne compagnie teatrali che ne tramandano forme e insegnamentiAttorno al 1545, in Italia, le prime compagnie di attori professionisti della moderna storia d’Occidente portano sulla scena commedie imperniate sulla presenza  di figure dette ‘maschere’ (gli Zanni, il Mercante, il Dottore, il Capitano, ecc.) in quanto il volto dell’attore che le interpreta è coperto dall’oggetto-maschera.

Per la prima e unica  volta nella storia – dopo i prestigiosi casi del  teatro classico greco e latino – si realizza in Occidente un modello di teatro di lunghissima durata (due secoli circa), sistematicamente fondato sull’impiego della maschera da parte dell’attore.

Le nuove maschere usate dai comici dell’Arte nascono da una sapiente commistione creativa tra la dimensione antropologico-rituale dell’uso delle maschere (soprattutto quelle appartenenti a cerimonie carnevalesche o a diversi riti di fertilità), gli studi cinquecenteschi di fisiognomica, e le esigenze scenico-artistiche della performance attoriale (che induce alla definizione – affatto inedita per quanto attiene la più vasta tipologia delle maschere – della mezza maschera: destinata a coprire solo la parte superiore del viso).

Le tradizioni folkloriche e i riferimenti alla funzione antropologico-religiosa dell’antica maschera, uniti ai dettami della fisiognomica, fanno dell’oggetto-maschera un prodotto che richiede eccezionale qualità di invenzione, di disegno e di scultura. Le esigenze del teatro determinano altre caratteristiche della maschera: la scelta del cuoio (adatto alla traspirazione) come materiale di realizzazione; la definizione del rilievo e il trattamento delle superfici in rapporto alle potenzialità dell’illuminotecnica scenica, per esaltare le diverse ‘espressioni’ potenziali della maschera; ecc.

L’enorme fortuna di questo ‘teatro di maschere’, presso pubblici di ogni livello, tra Cinquecento e Seicento, provoca il moltiplicarsi di laboratori artigiani specializzati esclusivamente nella produzione di maschere per la scena. La concentrazione di questi laboratori nel territorio di Modena porterà, nel corso del Seicento, ad attribuire alle maschera la denominazione di volti modenesi.

Dopo la fine della parabola storica della CDA, la caducità dei materiali impiegati  e un’inveterata disattenzione nei confronti di tutto ciò che risulti coinvolto nell’effimero scenico hanno portato alla  perdita pressoché totale di tutte le maschere teatrali. Si sono fortunosamente conservati solo due o tre esemplari sia di maschere zannesche sia di matrici lignee per realizzarle.

L’arte di realizzare maschere in cuoio destinate a far rivivere sulla scena le figure protagoniste della CDA, perduta verso la fine del Settecento, rinasce a opera dello scultore Amleto Sartori, chiamato a collaborare nel 1947 da Giorgio Strehler per la prima realizzazione del celeberrimo Arlecchino servitore di due padroni, destinato a diffondere – con le sue repliche, tutt’ora in corso – la fama della Commedia dell’Arte in ogni angolo del mondo.

Le compagnie di CDA sono le sole depositarie attive, in Occidente, della tradizione dell’uso della maschera nelle performances teatrali.

Sono le sole che hanno alimentato e continuano ad alimentare una produzione moderna di maschere teatrali  che ha dato origine al formarsi di artisti e artigiani specializzati in questa difficile arte, e al perpetuarsi  della loro attività sia all’interno che all’esterno delle compagnie stesse.

La maggior parte delle compagnie di CDA, oltre a produrre e a diffondere spettacoli che rinnovano la tradizione dell’antica Arte, propongono al pubblico e realizzano laboratori non solo di recitazione, ma anche di progettazione e di attuazione delle maschere sceniche.

25 DE FEBRERO DE 2010 · DÍA INTERNACIONAL DE LA COMMEDIA DELL’ARTE

Lunes, 22 Febrero 2010 por admin

El Día mundial de la Commedia dell’Arte es una propuesta de la asociación cultural SAT (Italia), asociación que cuenta con el patrocinio del ITI y la UNESCO ITALIA y que está pidiendo el reconocimiento de la Commedia dell’arte como Patrimonio Intangible de la Humanidad a  la UNESCO INTERNACIONAL, grado al cual pertenecen otras disciplinas teatrales en el mundo, como el Noh japones, El Kabuki…

El Teatro del Finikito, como compañía especializada en commedia dell’arte, con 20 años de trayectoria y miembro del SAT, tomará parte en las actividades organizadas por el SAT con una Conferencia-Taller ofrecida por DAVID SANZ, creador del Festival Internacional Del Arte della Commedia y director de EL TEATRO DEL FINIKITO.

La Conferencia-Taller será impartida dentro del MÁSTER EN HISTORIA DEL DRAMA dirigido por el DR. Manuel Pérez Jiménez y perteneciente al Departamento de Filología de la Universidad de Alcalá.

Lugar: Facultad de Filosofía y Letras · Colegio de Málaga, Plaza de Cervantes s/n · Aula 1

Hora:12:00

“Appello” to UNESCO for Commedia dell’Arte’s Heritage

http://www.youtube.com/watch?v=kB9sfXp3miA&feature=player_embedded

El Festival Internacional del Arte della Commedia (España) colabora con el Festival Le Regioni del Teatro (Italia)

Miércoles, 18 Noviembre 2009 por admin

EL FESTIVAL DEL ARTE DELLA COMMEDIA y EL TEATRO DEL FINIKITO colaboran en un nuevo proyecto en Italia,  el FESTIVAL LE REGIONI DEL TEATRO, del que es padrino Dario Fo, y que pretende reinventar la relación del público fuera de las formas y de los lugares canónicos de representación. Para ello, el maestro de la Commedia dell’Arte, Carlo Boso, también ha colaborado en la elaboración de este festival. Además, como estrella invitada, asistirá al evento Paolo Rossi.
Principalmente lo que este festival pretende es conseguir que las localidades más pequeñas de Italia cuenten también con grandes actividades culturales, capaces de sorprender a todos. Se intenta unificar la tradición del teatro con las técnicas de innovación más actuales. Los espectáculos incluidos en la programación de este evento irán trascurriendo por las calles de Gradara y Longiano, durante los meses de Septiembre y Diciembre, respectivamente.Festival Le Regioni del Teatro

MENSAJE DEL DÍA MUNDIAL DEL TEATRO 2008

Jueves, 27 Marzo 2008 por admin

¡Feliz día y feliz año del teatro a todos!

 MENSAJE DEL DÍA MUNDIAL DEL TEATRO 2008

Existen numerosas hipótesis sobre los orígenes del teatro, pero la que más me llama la atención es la que tiene forma de fábula:

Una noche, en tiempos inmemoriales, un grupo de hombres estaban reunidos en una cueva para calentarse alrededor del fuego y contarse historias. De repente, uno de ellos tuvo la idea de levantarse y usar su sombra para ilustrar su relato. Ayudándose de la luz de las llamas, hizo aparecer sobre las paredes personajes más grandes que los de la realidad. Sus compañeros, deslumbrados, reconocieron enseguida al fuerte y al débil; al opresor y al oprimido, al dios y al mortal.

Hoy en día, la luz de los proyectores ha reemplazado al fuego original y la maquinaria escénica, los muros de la cueva. Y por mal que les pese a algunos puristas, esta fábula nos recuerda que la tecnología está en el origen mismo del teatro y que no debiera ser percibida como una amenaza sino como un elemento aglutinador.

La supervivencia del arte teatral depende de su capacidad para reinventarse integrando las nuevas herramientas y los nuevos lenguajes. Si no, ¿cómo podría el teatro seguir siendo testigo de las grandes apuestas de su época y promover el entendimiento entre los pueblos, si no da él mismo prueba de apertura? ¿Cómo podría jactarse de ofrecer soluciones a los problemas de la intolerancia, de exclusión y racismo, si, en su propia práctica, se negara a todo mestizaje y a toda integración? 

Para representar el mundo en toda su complejidad, el artista debe proponer formas e ideas nuevas y tener confianza en la inteligencia del espectador, que es capaz de distinguir la silueta de la humanidad dentro de ese perpetuo juego de luz y sombra.

Y es cierto que de tanto jugar con fuego el hombre corre el riesgo de quemarse, pero también la posibilidad de deslumbrar e iluminar.

Robert Lepage

Québec, le 17 février 2008

World Theatre Day, 27 March 2008

International Message by Robert Lepage

¡Hola, mundo!

Viernes, 21 Diciembre 2007 por admin

Le damos la bienvenida a WordPress. Esta es su primera entrada. Edítela o bórrela…¡y comience a publicar!

 

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